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Leggo sull’eco di Bergamo del 29 aprile che i dati 2009 sulla disoccupazione nella nostra provincia evidenziano che sono tremila in più i bergamaschi senza lavoro. Il tasso di disoccupazione passa così dal 3% al 3,7% ma il dato disaggregato dice che per chi ha meno di 24 anni il dato è passato dall’8,5% all’11,6%. In occasione della ricorrenza del Primo Maggio, della festa dei lavoratori, il Partito Democratico, partito che ha nel suo dna il lavoro come fondamento costituzionale della nostra Repubblica, non può non interrogarsi sulla crisi e sugli effetti che questa crisi sta producendo rispetto alla già delicata questione giovanile. Non solo la crisi non è terminata se non nei salotti tv, come ha ricordato il presidente delle Acli Andrea Olivero, ma il 2010 rischia di essere l’anno peggiore sul fronte sociale. La cassa integrazione per molte realtà è agli sgoccioli e mancano prospettive per il futuro, la forbice tra ricchi e poveri si allarga e questo testimonia il fallimento delle politiche di welfare, soprattutto nella nostra regione; il 10% degli stessi occupati è sotto la soglia di povertà relativa. Di riforma degli ammortizzatori sociali, di piani industriali a medio-lungo respiro o politiche di sostegno ai redditi sembra non esserci più traccia nelle discussioni tese e autocentrate dei nostri governanti. E paradossalmente l’anello debole di questa catena sono i giovani, la maggior parte dei quali entra nel mondo del lavoro con contratti di puro precariato, senza tutele e soprattutto senza “paracaduti” sociali. Sono loro a pagare il prezzo più alto di questa crisi, sono loro a vedere negata la possibilità di costruirsi un futuro. Il rischio è quello di alimentare una sorta di conflitto generazionale tra lavoratori, una guerra tra poveri, e in questo caso la Politica è chiamata a dare risposte vere, a evitare che le tensioni sociali esplodano. Non è più possibile pensare di estendere a tutti i sacrosanti diritti conquistati con lo statuto dei lavoratori: è necessaria una riforma complessiva del mercato del lavoro che affronti il tema della flessibilità, del precariato giovanile e degli ammortizzatori sociali, che riveda il nodo della formazione e dell’inserimento lavorativo, che dia a tutti i lavoratori pari dignità. Per questi temi il partito democratico domani sarà in piazza a festeggiare il primo Maggio, su questi temi il partito democratico concentrerà le sue energie. Gabriele Riva, Segretario Provinciale del Partito Democratico
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