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Assemblea provinciale PD: relazione di Mirosa Servidati Stampa E-mail
Atti ufficiali - Partito
Scritto da Redazione   
Lunedì 05 Maggio 2008 14:03
Mirosa e dj Toma

Relazione introduttiva di Mirosa Servidati all'assemblea provinciale PD di valutazione dell'esito elettorale (24 aprile 2008)

Per leggere e capire il quadro politico disegnato dal voto del 13-14 aprile conviene precisare le misure, le dinamiche e la geografia del risultato,sia nazionale che locale...

  • Il successo di Berlusconi è stato netto: la sua coalizione ha ottenuto circa tre milioni e mezzo di voti in più dell’alleanza PD- Italia dei valori
  • dal punto di vista territoriale il PDL concentra la sua forza nel nord, nel sud e nelle isole, il PD tiene al nord,vince nelle regioni storiche del centrosinistra e nel centro sud.
  • l’UDC ha sostanzialmente tenuto il suo segmento di voti.
  • la Sinistra arcobaleno scende ad un terzo del consenso ottenuto dai partiti che la costituiscono.
  • la Lega si impone nel Nord padano, per la prima volta non sola contro tutti, ma insieme al centrodestra.Supera il 30% in 5 province,tra cui Bergamo e il 15% in altre 20.

Il dato bergamasco:
il Pd è il primo partito in città superando il 31% dei consensi,con oltre 7 punti in percentuale in più rispetto alle Politiche del 2006;in provincia teniamo.
Il PDL ottiene meno voti della somma dei consensi di An e Forza Italia,per l’esattezza alla Camera 44391 voti in meno.
La Lega è il primo partito in provincia e raddoppia il consenso in città.

PDL e Lega sia alla Camera che al Senato raggiungono il 60% dei consensi
Il risultato bergamasco della sinistra arcobaleno è allineato al dato nazionale.
Questi dati ci dicono che
- i voti delle forze politiche dell’Unione sono calate rispetto a due anni fa di 7 punti in percentuale due milioni e mezzo di voti in meno, più o meno quelli perduti da Sinistra Arcobaleno.L’asse della politica italiana si è chiaramente spostato a destra.
Di questi due milioni e mezzo di voti, il PD ne ha drenato solo una parte, mentre non siamo riusciti ad attrarre flussi aggiuntivi dal centro.
-la Lega non è più liquidabile come un movimento di protesta, è un partito popolare, radicato sul territorio,fortemente identitario, che ha saputo intercettare anche i voti degli operai, molti dei quali iscritti ai sindacati confederali e tanti voti della sinistra arcobaleno; i primi flussi elettorali elaborati da Ipsos ci dicono che su 10 elettori dei partiti di sinistra radicale 3 sono rimasti fedeli,altri 2 hanno votato per il pd-idv,la metà di essa si è divisa tra l’astensionismo e partiti di centrodestra, al nord per la Lega e questo vale anche per la nostra provincia.
-ll risultato elettorale rafforza il bipolarismo. Infatti il partito di Bossi ottenne nelle elezione del 96 un consenso superiore dell’attuale, andando oltre il 10%, ma si presentò solopermane p e questo determinò la creazione di uno schema tripolare, che permetteva al centro-sinistra una possibilità di azione e di incisività sicuramente maggiore rispetto ad oggi.
-Permane sostanzialmente quella che Ilvo Diamanti ha definito la glaciazione del voto.Salvo in parte per la Sinistra Arcobaleno, tutti gli altri spostamenti sono sostanzialmente avvenuti all’interno dei due poli.

-Ma, a mio modesto avviso, l’elemento politico più importante del voto di domenica e lunedì sta nel fatto che esso esprime la preoccupazione degli italiani di fronte ai profondi cambiamenti che la globalizzazione determina e sempre più determinerà nell’economia e nella società del nostro Paese.
Non è un caso infatti che il tema centrale di questa campagna elettorale sia stata la sicurezza,che gli elettori intendono non solo come sicurezza personale e della propria famiglia,ma come rassicurazione di non essere travolti dai cambiamenti in corso, come difesa della propria identità e dei propri valori.
La domanda di sicurezza è stata espressa in tutto il Paese ma in particolare al nord che è la parte del Paese più profondamente coinvolta nei processi di mondializzazione
Questo è un dato di cui il PD deve assolutamente tenere in conto, dobbiamo esprimere risposte politiche che sappiano coniugare sicurezza e modernizzazione,altrimenti non riusciremo a scalfire quel blocco sociale che ha dato la maggioranza alla destra.
Fatta l’analisi cosa che doverosamente un partito deve fare, si riparte con la stessa determinazione che abbiamo espresso in campagna elettorale,ponendosi la fatidica domanda
cosa fare?
Primo non cedere allo scoramento,al senso di sconfitta o peggio ancora alla rinuncia.
Il PD c’è ed è vivo, sia sul piano nazionale che locale.Il nostro partito superando il 33% dei consensi ha retto al varo di una campagna elettorale troppo ravvicinata alla sua nascita.
La scelta di andare liberi ha dato identità e credibilità al riformismo del nostro partito,posizionandolo nell’area riformista di governo europeo ed ha ristrutturato in una sola mossa l’intero quadro politico e parlamentare.


Il PD è lo strumento adatto ad una partita che il Paese non ha mai conosciuto:la sfida riformista per il cambiamento.
Noi siamo riconosciuti come il partito della modernizzazione e della innovazione,dobbiamo andare avanti su questa strada perché è quella giusta.
Il PD bergamasco è una realtà viva e dinamica,lo testimoniano i 115 circoli,la passione e l’impegno dei nostri militanti e il piccolo test amministrativo di domenica.
E’ tornata a fiorire l’attività politica sul territorio,tanti giovani e persone nuove si sono avvicinati alla politica,segno che ci stiamo muovendo nella giusta direzione
Dobbiamo continuare il lavoro di radicamento sul territorio,dobbiamo diventare un partito di territorio, un partito della comunità, dobbiamo diventare parte del tessuto connettivo delle nostre comunità.
E’ in questa ottica che va inquadrata la conferenza organizzativa che si svolgerà a gougno, che tra l’altro disegnerà l’articolazione territoriale del partito, individuando zone omogenee sia sotto il profilo geografico che socioeconomico.
Un’attenzione particolare va rivolta ai nostri amministratori che sono il perno del nostro lavoro sul territorio.
Per questo a maggio convocheremo la convention degli amministratori che procederà poi a costituire la consulta degli amministratori, per creare un raccordo tra il partito e le donne e gli uomini impegnati negli enti locali.
Il PD deve impegnarsi in una forte progettazione culturale, sia sul piano nazionale che locale: per questo stiamo già lavorando per far partire a settembre una scuola di formazione politica che, insieme ai gruppi di lavoro, sia anche momento di ideazione e di progettazione politica.

Il nostro primo grande obiettivo politico sono le elezioni amministrative dell’anno prossimo,è lì che dobbiamo vincere la sfida che la Lega e il PDL ci lanciano: dobbiamo saper rispondere
alle domande locali,declinandole nel quadro della innovazione e modernizzazione del Paese.
Dobbiamo valorizzare le esperienze politiche locali, che spesso si sono espresse in liste civiche che ci hanno permesso in tanti nostri
comuni di vincere e governare,valorizzando le ricchezze e le competenze individuali e la storia di pezzi importanti delle realtà locali.
Dobbiamo mettere al centro dei nostri programmi la sicurezza,il federalismo,la modernizzazione dell’amministrazione statale e locale
Non si tratta di fare il partito del nord, il nostro è e deve rimanere un partito nazionale ma e’ per statuto federale,quindi va valorizzata l’articolazione territoriale e rafforzato il potere decisionale regionale.
Si pone anche il problema del rinnovamento della classe politica,altrimenti risulta un po’ appannata l’idea del partito nuovo.
Dobbiamo aprirci a 360 gradi e dialogare e confrontarci con tutti i partiti antiberlusconiani, ciò non muta affatto l’identità del Pd, ma lo rafforza perché vogliamo costruire un progetto riformista vincente anche al nord.
Per questo sto approntanto un calendario di incontri coi segretari provinciali di questi partiti, per sviluppare una prima riflessione sui dati elettorali e sul futuro prossimo.
Andiamo avanti! Forti delle nostre idee, dei nostri valori, della nostra passione, oggi come ieri SI PUO’ FARE

 
 
Partito Democratico Bergamo.
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