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Comunicati stampa -
Welfare e assitenza
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Scritto da Redazione
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Mercoledì 03 Febbraio 2010 16:44 |
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Le donne, si sa, si caratterizzano per il pragmatismo e la concretezza, facciamo allora parlare i dati, che sono di per sé eloquenti: le donne che votano sono il 52% circa dell’elettorato, ma la rappresentanza femminile si ferma al 13%. Le cose non vanno meglio se guardiamo i livelli regionali e provinciali in cui le consigliere e le amministratrici sono rispettivamente il 16% e il 15% e i sindaci con la gonna sono 6 su 100! Bergamo non fa eccezione e presenta le stesse percentuali, con il 38% di occupazione femminile come dato medio provinciale, su un 46% come media nazionale. E’ chiaro che un candidato lo si valuta prima di tutto per l’’impegno, la competenza e l’onestà, ma il genere è importante per garantire quell’approccio integrato, senza il quale un progetto politico risulta inevitabilmente parziale. In Regione non è mai stata eletta una rappresentante bergamasca, è chiaramente un deficit democratico particolarmente grave in questo momento in cui dobbiamo affrontare difficili sfide della globalizzazione. Purtroppo noi donne in politica ci facciamo male da sole, perché le donne faticano a votare donna! Soffriamo di uno strano e infondato senso di inferiorità nei confronti degli uomini. Dobbiamo prima di tutto essere convinte noi del nostro valore e della nostra forza, tocca a noi farci valere e farci sentire. Coma dice una gran donna “Non ci può essere vera democrazia fino a che le voci delle donne non saranno ascoltate” (Hillary Clinton). www.votaservidati.it
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