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La posizione del PD sul Piano Cave della provincia di Bergamo Stampa E-mail
Atti ufficiali - Ambiente e territorio
Scritto da Redazione   
Lunedì 26 Maggio 2008 14:15
Il Partito Democratico provinciale evidenzia come, grazie al lavoro del gruppo regionale del PD e del Consigliere Beppe Benigni, il Piano Cave della provincia di Bergamo approvato dal Consiglio Regionale in data 14 maggio 2008 sia uscito migliorato – seppur in modo ancora insufficiente - rispetto alla proposta iniziale della Giunta Regionale.
Sicuramente il risultato è stato ottenuto grazie anche alle divisioni che si sono create nella maggioranza, ma è una valorizzazione dell’impegno di chi opera per il territorio il fatto che molti emendamenti da noi sottoscritti, in alcuni casi firmati anche da altri esponenti del centrosinistra, sono stati approvati. Purtroppo diversi altri emendamenti presentati sono stati bocciati, ma siamo consapevoli di essere minoranza.

Ricordiamo qui di seguito per completezza gli obiettivi raggiunti:
  • stralcio della cava Pulcina di Calcinate (ATE G37)
  • stralcio della cava di Caravaggio (ATE G38)
  • stralcio della cava di Telgate (ATE G11)
  • stralcio della cava di Casirate (ATE G41)
  • stralcio cava di Calcio (ATE G43)
  • richiesta di Valutazione Impatto Ambientale per i vari ambiti estrattivi
  • divieto di escavazione in falda a 50 metri dal piano di campagna per la cava in comune di Arcene, Pontirolo Nuovo, Ciserano (ATE G18)
  • cessione delle aree scavate e da scavare ai comuni e miglior definizione del quantitativo scavabile e del tempo concesso per l’escavazione nei comuni di Calusco, Medolago, Solza (ATE G31)
  • revisione della planimetria per la cava di Boltiere (ATE G36)
  • possibilità di destinazione dei piazzali ad aree naturalistiche ed ambientali e non solo residenziali a Zandobbio (ATE c10)
  • stralcio a Casnigo dell’ATE RP4

Riteniamo tuttavia una evidente responsabilità politica della maggioranza di centro destra che governa la Regione, avere ulteriormente peggiorato un piano provinciale già fortemente parziale ed inadeguato, approvandolo oltretutto con un grave e immotivato ritardo.

Il PD ha fatto quello che come forza di opposizione fortemente radicata sul territorio poteva fare: ha cercato di correggere il Piano Cave della provincia di Bergamo in quelle parti che riteneva più sbagliate.

Gli emendamenti che hanno stralciato gli ambiti di escavazione più impattanti sul territorio e sull’ambiente sono stati proprio presentati dal PD e da altre forze del centrosinistra. Per obiettività politica segnaliamo che nel caso della cava Pulcina e di quella di Calcio sono stati condivisi anche della Lega.

Crediamo inoltre, ed in tal senso ci siamo impegnati, che si debba favorire un accordo fra gli enti locali e gli operatori. Il PD è contrario a posizioni demagogiche che descrivono ogni escavazione come distruttiva per il territorio, ritiene che questa attività, importante per l’economia bergamasca possa essere svolta con attenzione al territorio e all’ambiente e lavora perché enti locali ed operatori trovino accordi in tal senso.

Il materiale a disposizione deve essere sufficiente ad alimentare il settore edilizio perché altrimenti assistiamo ad incrementi di prezzi che favoriscono l’arricchimento di pochi, creano rendite che danneggiano l’economia nel suo complesso ed i cittadini tutti. Per questo pur chiedendo lo stralcio della cava Pulcina a Calcinate, siamo stati favorevoli a recuperare il quantitativo di ghiaia e sabbia nei due ATE vicini con l’assenso del comune di Calcinate.

Analogamente è stato proposto lo stralcio di un ambito a Telgate vicino alle abitazioni per una sua ricollocazione a sud con l’accordo del comune, ma la maggioranza di centrodestra in Regione ha votato contro lasciando in difficoltà impresa e lavoratori.

Pensiamo che anche in queste prime prove che ci vedono impegnati nelle diverse istituzioni il PD sappia dimostrare di essere una forza sì di opposizione, ma presente sul territorio, e proprio per questo in grado di assumere posizioni concrete insieme ad amministrazioni, cittadini ed altre forze politiche, sempre rivolte al bene comune.

Anche sulla cava di Caravaggio c’è stato lo sforzo di trovare una ricollocazione meno impattante stralciando la cava da una zona che creava problemi all’ambiente, al territorio e all’agricoltura.
Così nella situazione della cava di Medolago, Solza, Calusco è stato semplicemente richiesto di rispettare un accordo di programma che la Regione aveva firmato con gli enti locali.

Ma ciò che più è assurdo è il fatto che la Regione possa arbitrariamente modificare un piano proposto dalla Provincia. E’ questo un segno evidente di centralismo regionale a scapito degli enti locali, ben diverso dal vero federalismo, voluto anche dal Partito Democratico. Non così invece per il Centro destra lombardo il cui atteggiamento, nuovamente, purtroppo, ne è una ulteriore conferma.

Per tutte queste ragioni i consiglieri regionali del PD insieme ai colleghi delle altre forze politiche di centro sinistra hanno depositato un Progetto di Legge regionale che prevede un iter diverso per l’approvazione dei Piani Cave provinciali.
Ci deve essere innanzitutto un confronto fra la Provincia e gli operatori per definire il fabbisogno dei vari materiali, un forte raccordo fra provincia e comuni, un’interlocuzione fra enti locali, rappresentanti gli interessi generali, ed operatori, comitati di cittadini, associazioni ambientaliste.
Il tema va affrontato cercando di arrivare a soluzioni condivise che permettano di alimentare un settore industriale strategico, limitando i danni al territorio e garantendo un recupero ambientale di livello qualitativo elevato.
Inoltre, al fine di evitare un eccesso di consumo delle risorse del territorio, si devono inoltre incentivare soluzioni di recupero e di riciclaggio di materiali inerti, promuovendo la realizzazione di impianti di trasformazione di inerti e di macerie, che sono utilizzabili –con requisiti certificati- per i sottofondi stradali e per altri settori dell’edilizia.
Il ruolo della Regione nel progetto di legge presentato è quello di definire indirizzi, individuando le aree di pregio nelle quali non è possibile cavare ed i criteri da seguire per individuare gli ambiti di escavazione. Alla regione poi spetterebbe il controllo affinchè tali indirizzi e criteri siano rispettati ma sarebbe la Provincia con un confronto serrato con i comuni e gli operatori ad individuare definitivamente gli ambiti, cassando così la possibilità per la Regione di prevederne di nuovi, o di cancellarne di previsti a meno che non sia evidente il mancato rispetto delle indicazioni generali.

Una procedura di questo tipo potrà accelerare l’approvazione del Piano Cave e lo renderà meno soggetto a ricorsi al TAR. Dovrebbe anche permettere una trasparenza nelle decisioni che in questo Piano non c’è stata. In molti sostengono che la mancanza di trasparenza sia responsabilità dell’Assessore Regionale Pagnoncelli. Il PD ritiene certo evidente questa responsabilità ma assieme a tutto il centrodestra regionale, che è apparso responsabile di una gestione non trasparente a danno degli enti locali e degli stessi operatori, quando invece avrebbe dovuto operare per migliorare e superare le contraddizioni e gli evidenti limiti del piano provinciale. Spinto dalla nostra iniziativa anche l’Assessore si è impegnato a presentare una nuova proposta legge.

 
Mirosa Servidati, segretario provinciale PD
 
Filippo Simonetti e Alberico Casati, responsabili territorio-ambiente PD Bergamo
 
Giuseppe Benigni, consigliere regionale PD 
 
 
Partito Democratico Bergamo.
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