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Mesi duri per genitori e bambini: tante parole sulla famiglia da parte della destra, ma del tutto insufficienti gli aiuti concreti alle giovani coppie e soprattutto alle famiglie con figli. A livello nazionale la Gelmini taglia fondi e ore alla scuola dell'obbligo, arrivando a proporre "per favorire il turismo" l'inizio delle scuole ad ottobre, lasciando a carico dei genitori la cura e la formazione dei figli per un mese in più, con evidenti dispraità di opportunità tra chi può mettersi corsi, strutture e personale a pagamento, e chi invece non ha un reddito sufficiente. Idem sul tempo pieno, a cui molte famiglie anche in provincia di Bergamo saranno cotrette a rinunciare pur avendo avanzato tempestive richieste. Non va meglio per i piccolissimi in Lombardia: basti pensare che nella provincia di Bergamo solo 11 bambini su 100 trovano posto negli asili nido, mentre la Regione continua a tenere bloccati i fondi per l'ampliamneto delle strutture, come rilevano i consiglieri PD Martina e Barboni "Il Governo Prodi, nella sua ultima finanziaria, aveva destinato alla Lombardia ben 55 milioni di euro per incrementare i servizi per la prima infanzia e avvicinare la nostra regione all’obiettivo di Lisbona che prevede 33 posti ogni 100 bambini da 0 a 3 anni. La Giunta regionale, nel 2009, ha messo a bando parte di queste risorse destinandole alla creazione di nuovi asili nido ma, dopo quasi 6 mesi, ancora non c’è traccia della graduatoria e i 18milioni di euro a disposizione sono bloccati nelle casse regionali. Di queste peraltro molte sono per costruire o ampliare asili della nostra zona e precisamente Seriate, Bergamo, Brembilla, Capriate, Telgate, Palosco, Stezzano, Brembilla e Verdello". "Evidentemente – concludono i consiglieri, che hanno appositamente presentato un'Interrogazione in Regione – la Giunta regionale non ritiene che i servizi per la prima infanzia siano una priorità, ma lo sono invece per le moltissime donne che in Lombardia lavorano e scelgono di avere dei figli.” Una linea di indifferenza rispetto ai bisogni delle famiglie e dei bambini, che il Sindaco di Bergamo Tentorio: (PDL) non smentisce: il Comune di Bergamo non ha ancora rinnovato l'accordo triennale di collaborazione con la Diocesi per i Centri ricreativi estivi (CRE), molti dei quali iniziaranno a partire da lunedì prossimo. Accordo già scaduto da un anno. La valenza educativa, sociale e ricreativa dei CRE (oltre che la grandissima funzione per le famiglie) è riconosciuta e da anni sperimentata dalla città. preoccupa il mancato rinnovo del patto di collaborazione tra stituzioni e oratori, che rischia di rendere più complicato l'accesso al servizio e soprattutto è un segnale di sempre maggiore distanza tra l'amministrazione di Bergamo e gli oratori e lle tante asscoiazioni della città che da sempre offrono un servizio di interesse pubblico. Leggi l'ordine del giorno del capogruppo PD Elena Carnevali>>
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