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Parco dello Sport, Eynard (PD): "Un'operazione immobiliare che consuma suolo agricolo di pregio" Stampa E-mail
Gruppo PD Comune di Bergamo - In primo piano
Scritto da Redazione   
Mercoledì 14 Dicembre 2011 14:59
Bisognerà studiare bene il piano urbanistico, conoscere numeri e cifre, ma, da quanto abbiamo potuto vedere del progetto di Parco dello Sport appena presentato, la nostra posizione rimane critica: in sostanza stiamo parlando della cancellazione di un’area agricola di particolare importanza e delicatezza per il nostro territorio, già estremamente urbanizzato.

Ribadiamo dunque il parere espresso al tempo dell’approvazione del PGT, quando l’attuale Amministrazione (quella contraria alla “cementificazione”), stravolgendo le previsioni esistenti, introdusse una nuova categoria “anomala” di verde (V9), che ammette la realizzazione di impianti sportivi a scala urbana, parcheggi, infrastrutture stradali e volumetrie “profittevoli” senza alcun limite quantitativo.

Quel luogo, lo ricordiamo, è parte assai rilevante del Parco Agricolo Ecologico istituito tra Bergamo e Stezzano, uno degli ultimi cunei verdi residui e tassello fondamentale della Cintura Verde prevista intorno alla città.

All’interno dell’area già era prevista la nuova sede dell’Accademia della Guardia di Finanza, che avrebbe portato a Bergamo un polo formativo di eccellenza nazionale. Quell’intervento, avrebbe interessato solo una porzione del parco agricolo e soprattutto avrebbe comportato un minimo carico urbanistico e di traffico.

Da ciò che emerge, il Parco dello Sport si prospetta invece come una grossa operazione immobiliare (se abbiamo letto bene 240.000 mc solo di volumetria commerciale) destinata ad attrarre notevoli flussi di visitatori e che, in nome dell’interesse pubblico (il nuovo stadio) e dietro la retorica dell’eco-sostenibilità, innesca di fatto un processo perverso che porta al consumo di una delle risorse più preziose che abbiamo: la terra.

Il territorio italiano, purtroppo, conosce bene le conseguenze devastanti di queste ormai decennali “forzature” degli ambienti agricoli e naturali: le vediamo sempre più spesso nei disastri ambientali che colpiscono il nostro Paese.

Bergamo peraltro conserva ancora dei notevoli valori paesistici grazie alla lungimiranza di chi ha saputo tutelare il centro storico ed i Colli, ma le aree di pianura sono tutt’ora soggette a enormi pressioni da parte del mercato immobiliare e stanno letteralmente scomparendo.

Per mantenerne la bellezza, la ricchezza e le potenzialità (ambientali, turistiche, di una nuova agricoltura) è necessario procedere nella direzione indicata dalla cultura urbanistica più avveduta: riqualificare l’esistente, rigenerare le parti urbane degradate o dismesse e arrestare il consumo di suolo.

Non abbiamo alcuna preclusione verso l’idea di un nuovo stadio, ma, come più volte sostenuto, riteniamo che la soluzione vada ricercata nell’ambito della Grande Bergamo, privilegiando aree abbandonate e non di pregio ambientale e, non da ultimo, ben inserite in un sistema infrastrutturale di trasporto pubblico.

Invitiamo dunque la comunità bergamasca a riflettere se valga davvero la pena sacrificare anche quest’ultimo angolo di paesaggio agricolo periurbano per l’ennesimo intervento di urbanizzazione, per quanto accattivante esso possa presentarsi.


Nicola Eynard

Segretario Cittadino PD

 
 
Partito Democratico Bergamo.
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