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Scritto da Redazione
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Giovedì 01 Ottobre 2009 17:24 |
Adolescenti e pillola abortiva
L’articolo di E. Catalfamo sul tema dell’ aumento della richiesta della pillola abortiva da parte delle adolescenti sollecita alcune riflessioni. La questione della precocità dei rapporti sessuali degli adolescenti è da tempo oggetto di preoccupata attenzione di studiosi e ricercatori in campo sociale, ma non è altrettanto percepita dall’opinione pubblica come un segnale di criticità .
Piuttosto sembra essere intesa come un inevitabile cambiamento dei costumi delle ragazze e dei ragazzi, oggi più autonomi e liberi da controlli degli adulti, spesso più competenti dei loro genitori nell’uso di strumenti di comunicazione e di informazione, cambiamento a cui adattarsi volenti o nolenti, salvo cercare soluzioni quando si “incappa” nella “spiacevole” conseguenza di una imprevista gravidanza . In quel frangente, si mette a fuoco che accettare tale evento significa accettare una nuova vita che cambia altre vite, quella della giovane madre ed anche quella dei suoi famigliari, una realtà che mette in discussione il futuro, che interrompe un tempo senza responsabilità e ne avvia un altro in cui le responsabilità appaiono troppe e troppo grandi per poter essere sostenute. E allora la via d’uscita è quella di cercare un rimedio che, senza eccessiva invasività, rimetta tutto al punto di partenza, come se si potesse azzerare una esperienza così intensa e certamente sconvolgente. Tutto ciò deve indurre la comunità sociale ad interrogarsi sulle cause di queste situazioni : è evidente, e non basta denunciarlo, quanto i ragazzi siano esposti a modelli di comportamento adulto in cui il sesso è facile e divertente passatempo o dimostrazione di pseudo adultità fatta soprattutto di rapporti di forza uomo-donna, in cui manca la dimensione del valore del rapporto sessuale come dono di sè in una relazione affettiva fatta di amore che è prima di tutto rispetto e di cura dell’altro. Sono modelli che sostengono l’idea che la carica emotiva e sentimentale che naturalmente accompagna la ricerca e la nascita di relazioni affettive di coppia debba e possa sempre esprimersi in un rapporto sessuale, pena un giudizio di insufficienza, senza una riflessione sul significato e sulla preziosità di un atto in cui il corpo, nella sua più intima dimensione, non è oggetto, ma sentimento. La leggerezza con cui in particolare le ragazze a volte affrontano i rapporti sessuali è segnalata anche da alcune recenti notizie dei telegiornali: nei messaggi dei cellulari ragazze si propongono per veloci rapporti, magari nei bagni della scuola, in cambio di denaro per acquistare oggetti o abiti firmati. Tanto vale il proprio corpo,tanto è il senso del rapporto sessuale. Non basta la denuncia : occorre intervenire sul piano educativo e, prima ancora, sul piano culturale. E’ indispensabile realizzare nelle scuole, negli spazi di aggregazione dei ragazzi, negli oratori, nei luoghi di incontro, momenti di riflessione e di educazione alla affettività che permetta loro di comprendere il valore di sè e la bellezza di un rapporto in cui l’atto sessuale sia l’esito responsabile di un percorso di crescita fatto insieme, che non sia quindi causa di frustrante amarezza nè di rimpianti, nè di accuse di colpa. Ma più ancora è necessario richiamare gli adulti alle responsabilità educative fin da quando i bambini sono piccoli : è vero che si impara a fare i genitori, ma bisogna volerlo e poterlo fare.Per questo è necessario che si sostengano e si sviluppino le occasioni di formazione dedicati alle famiglie, con piani precisi di lavoro ed investimenti reali anche da parte delle Istituzioni, è necessario che si incentivino le occasioni in cui adulti e adolescenti e giovani possano vivere insieme esperienze positive di reciproca attenzione e rispetto. E’ necessario che la comunità capisca che deve intervenire subito perchè la competizione di chi ha mezzi e occasioni per intervenire sui comportamenti giovanili , mercato fondamentale per i consumi di ogni tipo, è fortissima e solo un’altrettanto forte formazione culturale può preservare le vite dei nostri ragazzi. Carla Marchesi e Elena Carnevali Consigliera e capogruppo PD |