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Gruppo PD Comune di Bergamo -
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Scritto da Redazione
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Giovedì 01 Ottobre 2009 17:32 |
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Bergamo, 21 settembre 2009 Al Presidente del Consiglio Comunale E p.c. Al Sindaco
Preso atto della comunicazione da Lei inviata in data 02 settembre 2009 in cui sostanzialmente si propone ai componenti dell’Ufficio di Presidenza “di rinunciare al gettone di presenza in caso di convocazione che preceda la seduta consiliare”, i sottoscritti capigruppo comunicano la propria contrarietà per i motivi che vanno ad esplicitare.
L’art. 10 del Regolamento del Consiglio Comunale conferisce all’Ufficio di Presidenza compiti e significati ben più ampi della semplice presa d’atto dell’odg del Consiglio o della constatazione della presenza o meno di interrogazioni o interpellanze urgenti. Come giustamente Lei afferma, l’Ufficio di Presidenza si configura come una commissione consiliare, tale deve essere il ruolo che gli si attribuisce ed il riconoscimento anche in termini economici dell’impegno dei propri componenti. In caso contrario non si capisce perché il gettone dovrebbe essere mantenuto invece per le restanti commissioni. Tra l’altro, l’Ufficio di Presidenza ha un compito ben più ampio dello specifico di cui si occupano le singole commissioni perché assume il ruolo insostituibile di organizzare il buon funzionamento del Consiglio Comunale dando priorità, ordine e modalità di trattazione al lavoro svolto dalle Commissioni stesse. Le scelte organizzative operate perciò dalla Conferenza dei Capigruppo sono necessarie per semplificare e rendere più efficace ed efficiente il lavoro a cui sono chiamati tutti i Consiglieri Comunali. Ricordiamo tra l’altro che spesso l’Ufficio di Presidenza ha trattato questioni anche impegnative sia con sedute ordinarie sia straordinarie, cosa che potrebbe verificarsi anche nel corso del presente mandato. L’Ufficio di Presidenza prevede anche la presenza del Sindaco o del Vicesindaco, a cui è affidato il compito di tenere costantemente informati i Capigruppo delle scelte operate o raccogliere pareri circa le scelte da effettuarsi, cosa che, come è accaduto in passato, potrebbe impegnare tempi ben più lunghi di quelli ordinari e che non costituiscono una norma ma una scelta di chi convoca l’incontro e dei temi che si decide di assegnare all’incontro stesso. Si suggerisce perciò eventualmente di anticipare i tempi di convocazione perché non pare corretto che l’Ufficio di Presidenza, dilatando i tempi, vada ad interferire sulla puntualità nell’inizio dei lavori del Consiglio Comunale, provocando irritazione e malcontento nei Consiglieri. Considerato inoltre che le Commissioni si svolgono in tutti i giorni della settimana escluso il lunedì e che i lavori del Consiglio hanno come ordini del giorno quelli che vengono trattati in Commissione, ci riesce francamente difficile trovare un giorno diverso dal lunedì per la convocazione della conferenza stessa, senza contare che spesso ordini del giorno, interpellanze e interrogazioni che rivestono carattere di urgenza su cui si potrebbe discutere in Conferenza dei Capigruppo spesso sono il frutto di fatti che accadono proprio a ridosso della giornata in cui è programmato il Consiglio Comunale. Non ci pare inoltre corretto paragonare l’impegno ed il riconoscimento economico dei Capigruppo in Consiglio Comunale con quello di altri capigruppo impegnati in organismi sovraordinati, considerato il compenso che ad esempio spetta ai Consiglieri Regionali che possono così permettersi di svolgere a tempo pieno il proprio impegno amministrativo. In sostanza riteniamo che tale organismo vada potenziato rispetto alla propria funzione e non, al contrario, ridotto ad un mero adempimento burocratico a cui non va riconosciuta per questo motivo una propria valenza anche in termini di impegno economico. La proposta di rinunciare al gettone va nella direzione opposta a quella di promuovere pari opportunità di esercizio della funzione civica a cui si è stati chiamati dagli elettori e l’idea di devolvere quanto “risparmiato” in favore delle persone colpite dalla crisi economica ci pare francamente un’operazione meramente propagandistica.
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