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Gruppo PD Comune di Bergamo -
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Scritto da Redazione
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Lunedì 12 Ottobre 2009 17:24 |
Premessa Considerando che: - l’Italia e la bergamasca stanno soffrendo la peggiore crisi dal dopoguerra. Secondo l’Indagine congiunturale della Camera di Commercio di Bergamo, nel secondo trimestre del 2009 nella bergamasca la produzione industriale è crollata del 12% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e del 2,4% rispetto al primo trimestre 2009; nell’artigianato manifatturiero le variazioni sono appena più marcate: -13,7% su base annua e – 4% nel confronto trimestrale. Sempre nel secondo trimestre 2009, il volume d’affari del commercio al dettaglio è sceso del 4,8% su base annua e dell’1,3% rispetto al trimestre precedente; per i servizi il calo è, rispettivamente, del 5,7% e dello 0,2%;
- la crisi sta producendo effetti negativi sull’occupazione (la riduzione nel secondo trimestre è pari a -0,7% nell’industria manifatturiera, -1,1% nei servizi e -0,4% nel commercio al dettaglio) e pesanti ricadute di carattere sociale;
- gli enti locali, nei limiti delle loro risorse finanziarie ed umane, possono mettere in campo alcuni strumenti per contrastare la recessione economica e mitigare gli effetti sociali della crisi, come dimostrano i progetti sperimentati in diverse realtà italiane. I comuni, in particolare, realizzano gran parte degli investimenti pubblici (nel 2008 15,1 miliardi su un totale di 35, pari al 43,1%) e una quota significativa della spesa pubblica per l’assistenza sociale; - l’art. 7-quater, comma 1, lettera c) del d.l. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito dalla legge 9 aprile 2009 n. 33, prevede che: “Sono esclusi dal saldo del patto di stabilità interno per l'anno 2009 (…) i pagamenti per le spese relative agli (…) interventi temporanei e straordinari di carattere sociale immediatamente diretti ad alleviare gli effetti negativi della straordinaria congiuntura economica sfavorevole destinati a favore di lavoratori e imprese (...) nel limite di spesa complessivo di 150 milioni di euro per l'anno 2009”;
- il 1° aprile 2009 il Comune di Bergamo, in collaborazione con Fondazione MIA – Congregazione della Misericordia Maggiore, Caritas Diocesana Bergamasca e Università di Bergamo, ha costituito il Fondo Famiglia Lavoro, con una dotazione iniziale di 950 mila euro, per sostenere le famiglie che, a causa della crisi economica, si trovano in situazione di bisogno per la perdita ovvero per la riduzione del lavoro; - nella provincia di Bergamo sono molto numerose le aziende in crisi che hanno determinato un incremento esponenziale del numero di lavoratori in cassa integrazione ed in mobilità: è di questi giorni la dichiarazione, ad opera di Tenaris Dalmine S.p.a., di 1024 esuberi, di cui oltre 800 tra Dalmine e Costa Volpino; - anche in questo caso la crisi colpisce più gravemente le categorie più deboli dei lavoratori, vale a dire le donne ed i lavoratori immigrati;
- sussiste il rischio, in assenza di opportuni interventi di politica industriale, che anche aree a forte tasso industriale come quella bergamasca vedano messa in crisi la propria vocazione industriale e manifatturiera;
- il rischio dell’aggravamento delle conseguenze sociali della crisi richiede l’attivazione di ulteriori interventi da parte delle Istituzioni tra cui il Comune di Bergamo.
Verificato che:
- il CENSIS ha più volte segnalato l’importanza ed il ruolo che gli Enti Locali possono assumerne attivando opportune azioni anticicliche, in particolare attraverso lo sblocco ed il varo di iniziative sul fronte delle opere pubbliche;
- nelle ultime settimane l’OCSE ha segnalato con chiarezza che, anche per quanto riguarda l’Italia, è prevedibile che gli effetti della crisi si producano in maniera ancora maggiore sul fronte occupazionale tra la fine del 2009 e inizio del 2010; - il Comune di Bergamo rappresenta il primo centro manifatturiero della Provincia, in cui è localizzato il 13% della produzione industriale e tale fattore è stato considerato con adeguata attenzione nella visione strategica del PGT attualmente in discussione, con specifico riguardo all’integrale mantenimento delle funzioni produttive, anche prevedendone la parziale riconversione dal settore secondario a quello terziario, con una stima, recentemente elaborata dal Centro Studi di Confindustria Bergamo, di 15.000 nuovi addetti per i prossimi 15 anni. Tutto ciò premesso, si impegna il Sindaco e la Giunta a:
1) verificare l’attuazione del Fondo Famiglia Lavoro, l’entità dei fondi già distribuiti, i criteri di distribuzione, il trend di utilizzo e l’eventuale necessità di modifica e/o allargamento dei criteri e di potenziamento della dotazione finanziaria del fondo medesimo; 2) estendere in via sperimentale, anche mediante risorse aggiuntive – ove necessario – ad opera del Comune, le agevolazioni previste dalla Family Card a tutte le famiglie residenti nella città di Bergamo che includano lavoratori licenziati privi di indennità di mobilità, lavoratori dipendenti in C.i.g.o., C.i.g.s. o C.i.g. in deroga o con contratto di solidarietà; lavoratori dipendenti di imprese artigiane/commerciali e sospesi per almeno 10 settimane dall’attività lavorativa; lavoratori autonomi che, in ragione della crisi, cessino l’attività o abbiano subito un calo significativo del fatturato;
3) concordare con A2A forme di dilazione del pagamento delle tariffe per acqua, rifiuti, gas ed energia elettrica a favore delle famiglie che si trovino o si vengano a trovare nella condizione di cui al punto 2);
4) attestare l'esistenza di crediti da parte di imprese ed aziende nei confronti del Comune al fine di sostenere l'accesso al credito da parte delle stesse imprese ed aziende;
5) costituire un fondo di garanzia – di entità non inferiore ad euro 200.000 – volto a garantire, tramite la convenzione con istituti di credito disponibili ed in collaborazione con le associazioni di categoria ed i relativi Confidi, i crediti delle microimprese (del settore commercio ed artigiano) localizzate in città;
6) finanziare percorsi formativi destinati a persone, residenti nel Comune di Bergamo, di età compresa tra i 18 ed i 45 anni in cerca di prima occupazione ovvero che siano apprendisti, soci di cooperativa, collaboratori coordinati e continuativi, a progetto ovvero occasionali che abbiano perduto il proprio incarico o i propri incarichi tra l’1.1.2008 ed il 31.12.2009 ovvero lavoratori autonomi che, in ragione della crisi, cessino l’attività o abbiano subito un calo significativo del fatturato; tali interventi saranno realizzati tramite un protocollo d’intesa tra Comune, parti sociali e Centri territoriali per l’impiego e in raccordo con l’Università di Bergamo;
7) verificare la possibilità di introdurre, ai fini dell’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, meccanismi di progressività, in modo da ridurne l’incidenza sui cittadini appartenenti alle fasce più deboli;
8) sull’esempio delle città di Parma e di Reggio Emilia, che si sono fatte promotrici di accordi con gli istituiti di credito e le associazioni di categoria, promuovere azioni finalizzate a favorire la rapidità e la trasparenza (quanto ai tempi) nell’effettuazione delle gare pubbliche, nonché la revisione di tutte le procedure amministrative inerenti alla fase attuativa degli interventi di natura urbanistica, così da ridurre in misura rilevante i tempi di attuazione dei suddetti interventi quando sia già stata esperita la procedura amministrativa di approvazione dei relativi progetti;
9) aderire alla campagna “Energia Sostenibile per l’Europa”, lanciata dalla Commissione Europea nel novembre 2005, al cd “Patto dei Sindaci – Covenant of Mayors” ed alla Conferenza annuale Ue dei Sindaci per un’Energia Sostenibile in Europa: su tale base, elaborare e dare attuazione ad un Piano di Azione per l’Energia Sostenibile volto tra l’altro, secondo gli intendimenti della campagna e del Patto sopra menzionati, all’adozione di piani di risparmio energetico relativi a tutti gli immobili di proprietà pubblica del Comune di Bergamo, utilizzando i finanziamenti a tasso agevolato che la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) mette a disposizione per tali progetti, nella consapevolezza che le risorse risparmiate grazie alla riduzione dei costi energetici saranno sufficienti a restituire il finanziamento medesimo;
10) aderire all’Osservatorio permanente del mercato del lavoro della Provincia di Bergamo al fine di contribuire al monitoraggio delle situazioni di crisi conclamate e/o annunciate ed all’elaborazione di progetti di riqualificazione e riconversione del personale eccedentario, sollecitando l’elaborazione di dati specifici relativi al territorio comunale e stanziando le risorse allo scopo necessarie.
E inoltre impegna il Sindaco a sollecitare il Governo ed il Parlamento a: a) prorogare per l’anno 2010, aumentando il limite di spesa previsto (attualmente fissato a 150 milioni per l’intero Paese e per il solo 2009), la possibilità di escludere dal patto interno di stabilità le spese per gli interventi temporanei e straordinari in funzione anticrisi disposta dall’art. 7-quater, comma 1, lettera c), del decreto legge n. 5/2009; b) reintegrare i fondi per le politiche sociali tagliati dalla manovra finanziaria 2009; c) rivedere il patto di stabilità interno in modo tale da favorire le politiche di investimento pubblico degli enti locali, analogamente a quanto previsto dalle manovre anticrisi di Germania, Francia e Spagna; d) accelerare l’attuazione del federalismo fiscale e, in questo quadro, attribuire ai Comuni risorse da impiegare in interventi di politica industriale sul territorio volti al mantenimento dei presidi produttivi esistenti ed allo sviluppo di presidi produttivi ulteriori. |
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