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Caro Belotti, è un grave errore affermare che l’Accademia non è un'opera per la città Il 19 novembre 2008 al Pirellone veniva firmato l’Accordo di programma per la realizzazione della Nuova Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo. I
l presidente Formigoni si dichiarava “orgoglioso per scelta in territorio lombardo di una scuola di specializzazione così prestigiosa anche perché la questione sicurezza era un punto di forza del governo regionale”. Il sottosegretario alle infrastrutture Mantovani ricordava come “un'opera del genere possa essere un importante gesto di federalismo, data la cifra dei 250 milioni di €, un segno forte di attenzione: anche per il governo la sicurezza è una priorità assoluta”.Un anno dopo - nonostante le rassicurazioni dell’on. Fontana che, a fronte della notizia della cancellazione dei finanziamenti per l'Accademia, aveva dichiarato ”ci faremo garanti della sua realizzazione” - con una lettera firmata dal Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza è arrivato il “de profundis” definitivo al progetto per mancanza di finanziamenti. Di fronte a 245 milioni di euro di investimenti buttati al vento (la nuova Accademia era la più grande opera pubblica programmata in città per i prossimi anni), il centrodestra si è limitato a fare spallucce: sia il sindaco Tentorio che il presidente della provincia Pirovano hanno preso atto di quanto comunicato da Roma senza troppe lementele e senza muovere un dito per tentare di cambiare le cose! Il capogruppo leghista Belotti è persino giunto a liquidare l'annullamento del progetto come una perdita di poco conto, perché a suo dire la nuova Accademia non è un’opera per tutti. Che dire? Una visione decisamente miope, da chi riveste anche il ruolo di consigliere regionale. Evidentemente il federalismo di Mantovani è diverso da quello di Belotti! In realtà, la presenza di un Istituto di Formazione militare per una città di medie dimensioni come Bergamo è un fattore positivo sotto molteplici punti di vista. Per Modena la storica collocazione nel palazzo Ducale dell’Accademia Militare, oltre rappresentare un segno distintivo, ha contributo a far conoscere la cittadina emiliana nel mondo (molti dei frequentatori provengono anche da altre nazioni). Per Livorno, la presenza dell’Accademia della Marina Militare è anche l’occasione per la città di vivere incontri e scambi internazionali. A Venezia e a Napoli i rispettivi collegi militari, il “Morosini” (Marina) e la “Nunziatella” (Esercito), sono ormai considerati patrimonio consolidato delle due città. Dappertutto le Accademie, indipendentemente dalla loro connotazione “militare”, vengono oggi considerate scuole di eccellenza nelle varie discipline. E’ dunque indubbio come la collocazione di queste Scuole rappresenti un’importante opportunità dal punto di vista culturale ed economico per le città che le ospitano. Recentemente a Torino, dopo le indiscrezioni su una possibile soppressione della Scuola Allievi Carabinieri, il Consiglio Comunale ha sollecitato l’intervento del Sindaco e dei parlamentari torinesi affinché ciò non avvenisse (obiettivo peraltro raggiunto). A Reggio Calabria è invece stata fortemente voluta dalla città l’istituzione di un’altra Scuola per la formazione dei Carabinieri, con risultati, ad un decennio dal suo insediamento, assolutamente positivi per l’economia e per l’immagine di quella città. Questi pochi esempi danno conto dei benefici, non solo economici, che la presenza di una Scuola qualificata, quale sarebbe sicuramente la nuova Accademia della Guardia di Finanza, può portare ad una città. Per una città come Bergamo ospitare un Istituto di Formazione del livello dell’Accademia della Guardia di Finanza rappresenta una grande opportunità che spetta innanzitutto agli amministratori locali saper cogliere e sfruttare al meglio. Per questo è indispensabile che il Sindaco e il Presidente della provincia battano un colpo, evitando che Bergamo venga privata di un progetto che rappresenta, da molti punti di vista, un patrimonio per la città. Elena Carnevali - Capogruppo PD Comune di Bergamo |