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Dichiarazione Cornolti 24 settembre 2009 Stampa E-mail
Gruppo PD Provincia di Bergamo - Attività
Scritto da Redazione   
Giovedì 01 Ottobre 2009 15:13
Dichiarazione del capogruppo Francesco Cornolti
in merito alle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato presentate dal Presidente della Provincia nella riunione del Consiglio provinciale del 24 settembre 2009


Prima di entrare nel merito del programma di mandato voglio formulare al Presidente e alla Giunta gli auguri di proficuo – buon lavoro per il bene della popolazione bergamasca, delle sue rappresentanze politiche, economico-sociali e delle numerose aggregazioni associative e di volontariato.

Gli auguri si estendono a questo Consiglio Provinciale espressione dei territori di una vasta e variegata provincia la quale, è bene ricordarlo, è tra le dieci con oltre un milione di abitanti ed è tra le prime per capacità produttiva e fattore di sviluppo.

A differenza tra quanti ritengono inutile l’ente Provincia, sostenendo in modo pretestuoso la sua abolizione, riteniamo che il rilancio della Provincia possa avvenire anche attraverso il coinvolgimento e l’attività del Consiglio provinciale come luogo istituzionale bergamasco dove sono rappresentate le maggiori forze politiche e la gran parte dei territori.

Auspichiamo, quindi, che il Consiglio Provinciale, sappia e possa svolgere al meglio i compiti ad esso affidati, sappia dispiegare la più ampia capacità di proposta e di stimolo anche nei confronti della Giunta, dando la giusta risonanza alle ricchezze del nostro territorio, alle sue molteplici intelligenze e nel contempo sia il luogo dove sia possibile l’elaborazione di una sistema di governo di area vasta a cui è chiamata la provincia stessa.

Se l’atteggiamento della Giunta e della maggioranza sarà improntato al confronto senza confusione dei ruoli e all’ascolto delle buone ragioni dei Gruppi di opposizione (che rappresentano complessivamente oltre il 40% dei consensi) troveranno nel gruppo del Partito Democratico una opposizione costruttiva e non pregiudiziale, senza contrarietà di principio, poiché la ricerca del bene comune e del futuro della nostra provincia è la stella polare della nostra azione, capace, quando è necessario, di superare gli stretti vincoli dell’appartenenza politica.

Ciò non significa che svolgeremo un’opposizione morbida, anzi non faremo nessun sconto né verremo meno al nostro ruolo di controllo rigoroso e di opposizione intransigente sui contenuti e sul metodo. Non potrebbe essere altrimenti, considerato che ci siamo presentati agli elettori bergamaschi con programmi diversi e con un “pensiero di provincia” per certi tratti alternativi sia nelle proposte operative, che nelle scelte di priorità.

E’ proprio sul pensiero di provincia e sulle scelte che abbiamo valutato il programma di mandato giudicandolo povero di prospettiva e gravemente inadeguato dal punto di vista amministrativo.

Pensavamo che la Giunta avesse utilizzato tutto il tempo a sua disposizione (cioè i 90 giorni di tempo dall’insediamento) per colmare le evidenti lacune e la genericità del programma; invece ci siamo visti recapitare la fotocopia del programma elettorale.




Com’è possibile valutare un programma quinquennale privo di priorità, pieno di auspici e di buoni propositi?

Come può essere credibile un programma che non dedica una riga alla organizzazione istituzionale, alla gestione economico-finanziaria dell’Ente, alla ottimizzazione delle risorse umane, alla funzionalità dell’Ente? Quali decisioni, ad esempio, si intendono assumere per onorare gli impegni deliberati in ordine alla nuova sede della Provincia a Porta Sud?

Come si può approvare un programma che dedica solo qualche capoverso (senza formulare proposte) alla crisi economico-occupazionale e all’impegno della Provincia per aiutare le famiglie in difficoltà, sostenere l’economia e il sistema produttivo bergamasco?

Come si può concordare con un programma che non si confronta con problematiche fondamentale quali:
• il governo del territorio;
• la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile;
• l’agricoltura e la montagna (che interessa ben 118 comuni su 244 ed è pari al 63% del territorio);
• l’Europa e le opportunità di finanziamenti comunitari a favore degli Enti Locali e non solo.

Potremmo continuare di questo passo anche per altri argomenti; lo faranno i colleghi Consiglieri che interverranno nel dibattito.

Spiace constatare che un appuntamento tanto importante come quello odierno sia sostanzialmente depotenziato per mancanza di progetti, di programmi e di azioni in base alle quali avviare un confronto aperto e che legittimamente può determinare spazi di consenso e di collaborazione; purtroppo si tratta invece più modestamente e mestamente di ascoltare un elenco, peraltro incompleto e scoordinato, di argomenti.

Non ci sembra questo il modo migliore per affrontare gli anni a venire e dare risposta adeguata ai bisogni ed alle attese della nostra gente, delle istituzioni, del mondo produttivo.

Per questo motivo e per tentare di colmare alcune macroscopiche carenze, abbiamo predisposto una serie di emendamenti sui punti che riteniamo più qualificanti, pensando di offrire un servizio alla Giunta e al Consiglio oltre che a dichiarare sin d’ora la nostra volontà al sereno confronto sull’attività amministrativa.

Ci auguriamo che il Presidente e la Giunta –facendo tesoro anche del dibattito e delle proposte del Consiglio- trasformino quanto prima questo programma di mandato in un documento amministrativo concreto e completo, con scelte chiare, obiettivi verificabili, risorse economiche certe e tempi di realizzazione ragionevoli.

In caso contrario resterà un documento con tanti propositi impalpabili non certo adeguati ad affrontare e risolvere i problemi che la nostra gente e la società bergamasca richiedono per l’oggi, ma soprattutto per il domani.

Per queste motivazioni annuncio il voto contrario dei Consiglieri del Gruppo del Partito Democratico.
 
 
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