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La Camera ha votato la Fiducia alla manovra Finanziaria presentata dal Governo Berlusconi. Mentre Tremonti dice che "questa manovra fa pagare i papaveri", la scure dei tagli si abbatte su insegnanti, poliziotti, infermieri, educatori, vigili del fuoco. Colpisce i cittadini onesti, che da gennaio pagheranno più cari i servizi. La minore spesa pubblica, sitraduce infatti in un cospicuo taglio dei fondi ai comuni, lasciando quasi invariate le spese dei grandi carrozzoni nazionali. Alla faccia del decantato federalismo, i comuni virtuosi sono i primi ad essere penalizzati, tanto da mettere in dubbio la possibilità di offrire ai cittadini a settembre servizi sociali e culturali basilari. I 24 miliardi della manovra andavano trovati in modo diverso. Il PD ha proposto di rafforzare la lotta all'evasione, far pagare di meno imprese e lavoratori intervenendo sulle rendite patrimoniali e finanziarie. Ma non se n’è potuto discutere. Con l'ennesimo voto di fiducia il governo ha mortificato il Parlamento: nessun confronto, nemmeno sugli emendamenti a favore dei terremotati aquilani. Una manovra dove mancano del tutto scelte per riilanciare l'economia italiana ed il lavoro nel segno dello sviluppo e dell'equità sociale. Lo evidenzia nel suo intervento in aula alla Camera Antonio Misiani, deputato bergamasco e tesoriere nazionale del PD: "Il mix di interventi della manovra risponde solamente ad obiettivi di riequilibrio della finanza pubblica, e spesso lo fa anche male. Mancano del tutto le due altre priorità per il Paese: sviluppo ed equità sociale. Nella manovra, infatti, non c’è nulla o quasi per accelerare la ripresa dell’economia. Anzi, le misure del decreto avranno nel complesso un effetto recessivo, provocando una riduzione del PIL che va dallo 0,4% stimato dal Governo allo 0,8% previsto dal Centro Studi Confindustria" Particolarmente preoccupante il fatto che, in un periodo di grave crisi economica di cui si sentiranno tutte le ricaduite sociali nei prossimi mesi, la manovra di Berlusconi tagli le risorse dirette proprio alle fasce medie e deboli della popolazione "Nella manovra" prosegue Misiani "non c’è alcuna riforma degli ammortizzatori sociali ed è assente il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga. Le risorse per la sanità sono tagliate di 846 milioni nel 2011 e 1.228 nel 2012. I pesanti tagli agli enti locali e alle regioni comprometteranno la funzionalità di servizi pubblici essenziali. La manovra interviene sulla disabilità non per iniziare ad affrontare il dramma della non autosufficienza, ma in un’ottica di limitazione delle prestazioni sociali. Il governo aveva provato a limitare l’accesso alle indennità per invalidità, ma è stato costretto a tornare indietro. Rimane invece l’intervento sugli insegnanti di sostegno, che rappresenta una delle misure meno condivisibili di questa manovra. Il taglio del 50% delle spese per lavoro flessibile nella PA porterà al licenziamento di migliaia e migliaia di lavoratori precari. E l’elenco potrebbe continuare" Leggi l'intervento di Misiani >> E' anche in questi numeri che si può misurare il fallimento di un progetto e l’esaurimento della spinta di una politica. Sono maturi i tempi per un cambiamento.
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