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Il PD che c'è -
Al Parlamento
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Scritto da Administrator
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Giovedì 17 Marzo 2011 13:29 |
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Ieri dibattito in Senato e oggi alla Camera sulla mozione che autorizza l’Italia a partecipare all’intervento in Libia previsto dall’Onu. Fin dalla prima mattina il Partito democratico ha riunito il coordinamento e, poi, i gruppi parlamentari, per decidere quale posizione portare al dibattito al Senato. La decisione, largamente condivisa nel Pd, è stata di sostenere l’intervento dell’Italia nell’ambito dei limiti strettamente indicati dall’Onu (evitare che i ribelli siano schiacciati con una carneficina da Gheddafi), secondo la decisione presa nei giorni scorsi in commissione. Una posizione lineare, che non prevede altre iniziative. La maggioranza ha presentato invece un documento contenente diverse imposizioni volute dalla Lega Nord. Nel corso del dibattito al Senato si è anche aperta la possibilità di confrontarsi su un testo comune. Ma la Lega ha imposto lo stop. E prima ancora che si andasse a votazioni separate sui diversi testi (come poi è avvenuto), mentre ancora la presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, indicava le condizioni che avrebbero dato luogo alla disponibilità del Pd a un voto comune, Berlusconi, assente in aula, faceva sapere alle agenzie che il voto negativo delle opposizioni sul documento della maggioranza era da criticare per vari motivi. Un fatto che ha rivelato la strumentalità e la falsità della disponibilità del governo. Berlusconi, a differenza di tutti gli altri capi di governo nel mondo, non era in Parlamento né ieri né oggi per presentare la mozione sull’intervento in Libia. Non solo perché aveva altro da fare (nominare Romano, parlare con gli altri responsabili alla ricerca di posti in cambio di voti), ma anche perché ha deciso non mettere la faccia sull’intervento in Libia. Come si capisce dalla lettura dei quotidiani che gli sono vicini, ha ancora l’idea che potrebbe fare da mediatore con il dittatore amico, se Gheddafi si salva.
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