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La lettera dei promotori di Prossima Italia alla segreteria provinciale e ai circoli Pd Cari amici e amiche, è con grande soddisfazione che vi comunichiamo il risultato della raccolta di firme per il referendum di abrogazione del “porcellum”, che il nostro gruppo ha rilanciato con forza sul territorio, raccogliendo l’adesione di tanti militanti, dirigenti e interi circoli del Pd, oltre che la collaborazione di Sinistra Ecologia e Libertà, Futuro e Libertà e Italia dei Valori, che si era già buttata a capofitto e per tempo nell’impresa.
I numeri: le firme spedite a Roma provviste di certificato elettorale sono 4.993, di cui 186 forniteci da SEL (che ne ha spedite altre centinaia direttamente) e 70 da F&L. Quasi 600 altre firme purtroppo non erano dotate di certificati elettorali (perché arrivate all’ultimo momento, perché illeggibili, perché era troppo oneroso recuperarli…) e quindi non sono state consegnate. Sono 36 i circoli del Pd che hanno organizzato banchetti, con partecipazione di militanti e volontari, di consiglieri comunali e provinciali per l’autocertificazione. Abbiamo poi dovuto - oltre che riordinare centinaia di moduli, sistemare certificazioni mancanti ecc - recuperare i certificati elettorali di tutti i sottoscrittori in ben 80 comuni, alcuni visitati due volte. Abbiamo speso 478 euro, di cui 162 per le tre spedizioni a Roma, 100 per la stampa di locandine e 216 per la stampa di cartoline. Abbiamo raccolto 422 euro, tra autofinanziamento nostro (200) e offerte ai banchetti (222). Tutto ciò si è svolto in dieci-quindici giorni, con un deciso tam tam reso possibile da Facebook e grazie al collegamento con i circoli assicurato da Matteo Rossi e dall’ospitalità in sede provinciale garantita da Gabriele Riva. Un grande grazie e un forte complimento a tutti: anche se il Pd non ha aderito ufficialmente all’iniziativa referendaria, di fatto il Pd c’era e ha potuto “mostrarsi” alla gente che ha affollato in maniera davvero spontanea e massiccia i banchetti.
Come hanno dimostrato i referendum dello scorso giugno, soffia un vento impetuoso di cambiamento che chiede di essere colto e trasformato in proposta. La nostra impressione è che i cittadini che si sono affollati ai banchetti non esprimono disprezzo o distacco dalla politica, ma una decisa ribellione contro “questa” politica, i privilegi e le incompetenze della casta, la sordità alla richiesta di rinnovamento. Non un sentimento antipolitico, quindi, ma una richiesta di “altra” politica. Aver raccolto in dieci giorni, con un’organizzazione improvvisata e tutta basata sul volontariato, un numero così alto di adesioni è certamente un dato di grande soddisfazione e significato. La bocciatura del Porcellum permetterà che i cittadini tornino a partecipare in modo attivo al governo del Paese scegliendo con il proprio voto alle prossime elezioni politiche (che potrebbero essere anche anticipate) i propri rappresentanti in Parlamento: non saremo più governati da un Parlamento scelto a tavolino dalle segreterie dei partiti, senza alcuna necessità di acquisire il consenso degli elettori. E svincolando gli eletti da uno stretto rapporto con il territorio. Ormai il raggiungimento delle 500.000 firme è certo e il referendum diventa un grimaldello per i partiti che hanno già cominciato ad agitarsi: o mettono mano alla riforma della legge elettorale “porcata”, o si andrà a votare con il vecchio “Mattarellum”. Che non sarà perfetto, ma è decisamente meglio della legge Calderoli, soprattutto se sarà accompagnato – obiettivo della prossima battaglia di “Prossima Italia” - dall’obbligo per i partiti di organizzare le primarie al proprio interno per individuare i candidati anche per i collegi uninominali. In questo senso il referendum ha già ottenuto la sua prima vittoria, costringendo a riaprire la strada bloccata, imponendo la condanna del 'porcellum', indicando in modo nitido la prospettiva per il suo superamento. Ancora un grazie a tutti e un arrivederci a prestissimo. |