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Care democratiche, cari democratici,
ce l’abbiamo fatta, tutti insieme. Abbiamo partecipato all’incredibile prova di un paese che ha saputo rispondere a chi lo dava per anestetizzato o morto e abbiamo vinto prima di tutto come cittadini. In queste ore che seguono la splendida due giorni referendaria le analisi cominciano a prendere il posto delle emozioni e, come sempre, qualcuno prova a ignorare la sconfitta, a intestarsi la vittoria o a sentirsi più vincitore di altri. Parto da una doverosa premessa: nessun cappello politico su questi risultati ma nemmeno il senso di colpa nell’essere iscritti e militanti di un partito che vuole e deve festeggiare. Il PD nasce per ricucire quella brutta frattura, che permea le nostre discussioni da troppi anni, tra partiti e società civile. Sono segretario provinciale del partito Democratico: posso sentirmi a tutti gli effetti membro della società civile? Posso unirmi come cittadino nella gioia per i risultati referendari? Posso anche come dirigente di partito ricordare e ringraziare di cuore lo sforzo dei tanti democratici che ci hanno creduto fin dall'inizio raccogliendo anche in bergamasca migliaia di firme e organizzando in tutto il territorio centinaia di iniziative? Che hanno nei fatti “dettato la linea” su questi temi? Credo e spero di sì. Con questa gioia che nessuno ci può togliere, affrontiamo la stagione delle nostre feste democratiche, feste di impegno e allegria, di politica e gratuità, quella dei tanti volontari di un partito che non è altro rispetto alla società civile ma ne è parte integrante. Gabriele Riva Segretario provinciale Partito Democratico
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