SABATO MATTINA IL PD PRESENTA LA PROPRIA AGENDA DI PROPOSTE PER LO SVILUPPO E LA COESIONE DEL TERRITORIO BERGAMASCO
I democratici di via Tasso (Franco Cornolti, Serafino Carissimi, Matteo Rossi, Mirosa Servidati, Filippo Simonetti, Alberto Vergalli) presenteranno le proposte contenute nel documento “Agenda 2012 per lo sviluppo e la coesione del territorio bergamasco” con l’intenzione di rispondere positivamente alle sollecitazioni che le diverse realtà territoriali impegnate contro la crisi pongono alle forze politiche, chiedendo una “visione strategica” per orientare le scelte del territorio.
In questo senso dobbiamo purtroppo evidenziare l’inadeguatezza della Giunta Pirovano. Non solo per una mancanza di risorse, che invece il doppio ruolo del Presidente avrebbe dovuto garantire. Mancano idee e progetti, che non comportano grandi costi immediati, ma richiedono quella capacità politica che finora non si è vista: nessuna idea forte attorno alla quale chiamare a raccolta le forze migliori della comunità bergamasca.
La gravità della crisi economica pone chiaramente la necessità sia di individuare nuovi scenari di produzione del valore rispetto agli orientamenti consolidati, sia di saper qualificare i sistemi economici principali, ad iniziare dal manifatturiero e dall’edilizio. La nostra Provincia, se fosse capace di orientare e coordinare il sistema degli attori istituzionali ed economici fornendo possibili indirizzi strategici di sviluppo e di collaborazione, potrebbe, su ciò, svolgere un ruolo importante.
Numerose le realtà che hanno accettato l’invito. Saranno presenti Rosa Gelsomino - Presidente Acli Bergamo, Giacomo Salvi – Direttore Confesercenti Bergamo in rappresentanza di Impresa e Territorio, Don Maurizio Gervasoni – delegato vescovile, Maurizio Forchini – Presidente Federcultura turismo e sport Lombardia, Omar Piazza – Presidente Federsolidarietà Bergamo, Massimo Cortesi – Presidente Arci Bergamo, Giovanni Testa di Legambiente, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil – Luigi Bresciani, Ferdinando Piccinini e Marco Tullio Cicerone, Luigi Trigona – Direttore Ascom, Lodovico Patelli – in rappresentanza del settore sociale di Lega Coop, Franco Cattaneo – vicedirettore L’Eco di Bergamo, Maria Teresa Azzola –che ha ricoperto il ruolo di Presidente di Servitech. Sarà presente anche una rappresentanza del Collegio dei Geometri, dell’ordine degli Architetti e degli Immobiliaristi. Sono stati invitati anche Ance e Confindustria. Parteciperanno il consigliere regionale Maurizio Martina e il deputato Antonio Misiani. Tra gli interventi sono previsti anche quelli di Beppe Facchetti e Maurizio Laini.
La nostra iniziativa.
Il gruppo consigliare del Partito democratico ha presentato un documento e un relativo ordine del giorno finalizzato a promuovere e sostenere politiche di sviluppo per la provincia bergamasca. Lo abbiamo denominato “Agenda 2012 per lo sviluppo e la coesione del territorio bergamasco”.
Si tratta di un’agenda di impegni e priorità che proponiamo non solo al Consiglio provinciale, ma anche e soprattutto alle forze sociali, economiche, politiche e, più in generale, alle organizzazioni della società civile bergamasca, convinti che è ora e tempo di “darsi una mossa” nell’affrontare la crisi economica che tuttora interessa il sistema socio-economico della nostra provincia. Riteniamo con questa iniziativa di rispondere positivamente alle numerose sollecitazioni che le diverse realtà territoriali pongono alle forze politiche chiedendo che venga messa in campo una “visione di futuro” capace di orientare le scelte degli attori territoriali. Si tratta di proposte che hanno un “carattere aperto” e che invieremo a tutti richiedendo pareri, critiche e integrazioni. Questo percorso ci porterà al convegno programmato per il 12 novembre nel quale tireremo le somme di questo lavoro che ci auguriamo possa rappresentare una piattaforma di confronto con quanti hanno a cuore il futuro della bergamasca e uno stimolo positivo all’attuale maggioranza che governa la provincia i cui limiti sono ormai palesi. Un giudizio sull’Amministrazione Pirovano.
A questo proposito non possiamo non mettere in evidenza la sostanziale inadeguatezza della gestione Pirovano che appare sempre più votata alla ordinaria amministrazione e prona alle decisioni del governo che stanno umiliando gli Enti Locali, i quali rimangono i primi e più diretti interlocutori dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. Giova ricordare infatti che a fronte di bilanci di previsione di svariate centinaia di milioni di euro (358 nel 2010) il conto consuntivo si è chiuso con il misero risultato di 184 milioni di euro con uno scostamento negativo pari al 49%. Particolarmente sbagliata è stata la previsione sulle opere pubbliche che prevedeva investimenti per 147 milioni di euro e si è chiuso con solo 9,7 milioni di euro (7,7 milioni per viabilità minore e 2 milioni per edilizia scolastica). Anche il 2011 non sta andando meglio, le previste alienazioni pari a 35 milioni di euro appostate a bilancio per opere pubbliche ad oggi non sono state raggiunte; questo mancato risultato obbligherà l’amministrazione provinciale a cancellare o a spostare (come avvenuto negli anni precedenti) una serie di interventi che tutti riteniamo indispensabili. Ma non è solo una questione di soldi, mancano a nostro parere soprattutto le idee ed i progetti, azioni che non comportano costi eccessivi, ma che richiedono riflessioni, studi, presenza e grande impegno, in una parola capacità politica, che finora non sono stati garantiti da un Presidente che continua ad impegnarsi a mezzo tempo per il nostro territorio. L’enfasi messa dalla Giunta su ogni scelta volta a razionalizzare e ridurre gli sprechi, se da un lato non può che essere apprezzata e condivisa, dall’altro segna il limite vero dell’azione amministrativa: nessuna idea forte sulla quale chiamare a raccolta le forze migliori della comunità bergamasca.
Un’agenda per lo sviluppo e la coesione. Il ruolo della Provincia.
La provincia di Bergamo corrisponde chiaramente ad una dimensione territoriale e culturale dotata di un’identità riconoscibile e ad essa compete, anche per la notevole articolazione delle sue comunità locali, un compito importante di coordinamento istituzionale sui temi d’area vasta e di rappresentanza di un territorio di rilevante consistenza economica, demografica, storica e culturale.
La particolarità e la gravità della crisi economica in atto pongono chiaramente la necessità sia di individuare nuovi scenari di produzione del valore rispetto agli orientamenti consolidati negli ultimi decenni, sia di saper coadiuvare e qualificare i sistemi economici principali, anche in considerazione della specificità del tessuto produttivo bergamasco e della rilevanza ricoperta dal settore manifatturiero, strategico per lo sviluppo e la qualità del sistema economico, e dal settore edilizio, oggi in evidente crisi di prospettiva.
In questo quadro riteniamo che proprio l’Istituzione Provincia possa giocare un ruolo importante di ente intermedio capace di orientare e coordinare il sistema degli attori istituzionali ed economici bergamaschi, fornendo ad essi, anche in un rapporto sussidiario, possibili indirizzi strategici di sviluppo e di collaborazione.
Le nostre proposte.
1. Predisporre, entro 6 mesi, uno schema direttore di Piano d’Area per il territorio della bassa bergamasca interessato dalla realizzazione della Brebemi, con indicazioni di scenario per le prevedibili rilevanti trasformazioni territoriali connesse all’opera, con proposte per lo sviluppo ordinato delle aree produttive nel rispetto del suolo agricolo, per la realizzazione delle infrastrutture intermodali previste, ponendo attenzione anche alle ricadute economiche per i settori strategici verso cui riorientare l’agricoltura della pianura bergamasca in relazione alla nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC), con l’individuazione dei progetti strategici di sostegno e rilancio dei territori agricoli anche in connessione alle opere di mitigazione previste.
2. Individuare, entro 3 mesi, con consultazione delle associazioni di categoria, le principali agglomerazioni artigianali ed industriali dove promuovere politiche d’area per la loro valorizzazione basate sul potenziamento dell’infrastrutturazione tecnologica, sul recupero delle aree dismesse, sulla condivisione e il potenziamento dei servizi all’impresa, sull’incremento dei servizi di formazione, sul sostegno alla qualificazione ambientale ed ai possibili finanziamenti comunitari, con l’obiettivo di promuovere specifici parchi produttivi orientati alla qualità del sistema manifatturiero ed alla promozione della nuova imprenditoria.
3. Coordinare e promuovere l’implementazione di “Patti territoriali di sussidiarietà”, capaci di mettere in relazione i diversi soggetti locali (Comuni, cooperazione sociale, associazione di categoria, professionisti, promotori di gruppi di acquisto e di reti di economie solidale, associazioni di volontariato) per la realizzazione di un nuovo welfare comunitario. Si tratta di aggiornare le politiche inaugurate nel 2000 dalla legge 328, cogliendo l’esigenza di una discussione sull’unione dei servizi comunali che sappia coinvolgere in modo ampio le realtà territoriali economiche e sociali, e superando dove possibile la sola logica dei bandi e dei voucher a forte rischio di inefficacia dentro una situazione in cui, più che all’acquisto di prestazioni, occorre preferire la creazione di legami e responsabilità condivise. A questo proposito riteniamo utile la realizzazione di percorsi formativi condivisi dalle figure degli enti locali, del non profit e delle associazioni di categoria ai quali compete la progettazione dei servizi sul territorio, nonché un accordo tra Provincia e Università di Bergamo per identificare i curricula di figure professionali con le competenze necessarie all’obiettivo.
4. Predisporre, entro tre mesi, un Piano provinciale ad hoc che, attraverso il potenziamento del servizio di mobility management provinciale possa realizzare una rete provinciale di coordinamento dell’offerta di servizi di trasporto privato, es. car pooling, capace di produrre risparmi agli utenti, ripagare con il servizio all’ente i costi del coordinamento e generare complessivamente economia dei consumi di trasporto, anche a beneficio della popolazione pendolare oggi particolarmente vessata.
5. Promuovere, in attuazione del Covenant of Major, accordi quadro con istituti di credito per facilitare l’attuazione dei SEAP comunali, in particolare per ciò che concerne gli interventi di manutenzione straordinaria e/o ristrutturazione di immobili privati obsoleti energeticamente e tipologicamente, orientando altresì la redazione delle linee guida per il dimensionamento e l’individuazione degli sviluppo insediativi, in corso di redazione in attuazione del PTCP, alla rapida selezione di buone pratiche connesse al tema del rinnovo del patrimonio immobiliare da proporre alle amministrazioni comunali sottoscrittrici del “Patto dei Sindaci” come esempi utili per l’attuazione dei propri SEAP e per la qualificazione dei propri territori e delle relative scene urbane.
6. Promuovere la ricerca di partner privati e pubblici per coadiuvare la formazione di uno o più fondo di investimento di secondo livello, per l’accesso ai finanziamenti del Fondo Investimenti per l’Abitare (Fia) in attuazione del Piano nazionale di edilizia abitativa definito dal Dpcm 16 luglio 2009, per la realizzazione di interventi di housing sociale sul territorio provinciale.
7. Predisporre, entro sei mesi, una proposta per una forte innovazione e potenziamento del trasporto pubblico sul collegamento aeroporto il Caravaggio - stazione di Bergamo, affinché, in attesa dell’importante opera ferroviaria oggi in fase di studio, si verifichi la possibilità di opere intermedie low coste di maggiore rapidità, per il potenziamento e la valorizzazione celere di tale connessione, promuovendo così, nel breve termine, la maggiore interazione tra sistema commerciale del centro cittadino ed utenti aeroportuali e, nel contempo, la qualificazione delle aree dell’ambito di trasformazione di Bergamo denominato Porta Sud, della cui società lo Provincia di Bergamo detiene una quota strategica, contribuendo al veloce rilancio progettuale dello stesso
8. promuovere, anche in relazione alle aree omogenee individuate dal PTCP, iniziative di confronto con le amministrazioni comunali, in particolar modo con le più piccole e con quelle localizzate nei territori ad accessibilità svantaggiata, al fine di aiutarne i processi di coordinamento e/o condivisione dei servizi più complessi e costosi nell’ottica di una maggiore qualità dei servizi al cittadino.
I consiglieri provinciali del Partito Democratico
Bergamo 1-10-2011