 Il 2012, per il Comune di Bergamo, si preannuncia particolarmente difficile, aggravato dai ritardi accumulati dalla Giunta Tentorio nel razionalizzare la spesa comunale e nel reperire risorse utili per investimenti dalle alienazioni immobiliari e di aree un tempo più appetibili. In un anno in cui le famiglie pagheranno più tasse – l’IMU sulla prima casa con le rendite catastali maggiorate, l’aumento di benzina e gasolio, l’addizionale Irpef regionale – le scelte di bilancio dell’amministrazione comunale assumono particolare delicatezza. Se, come ha dichiarato l’8 dicembre scorso l’assessore al bilancio Facoetti, la Giunta aumenterà le tasse comunali, il rischio è che a pagare siano chiamati i soliti noti. Per recuperare le risorse che servono, la prima strada da seguire è una revisione approfondita e rigorosa delle spese comunali, salvaguardando quelle per i servizi alla persona ma eliminando sprechi, orpelli e iniziative autopromozionali dell’assessore di turno che il comune di Bergamo non può più permettersi.
Se tutto questo non bastasse, bisogna prestare grande attenzione all’equità di un’eventuale manovra sulle tasse comunali. Noi riteniamo che l’IMU sulle prime case non vada assolutamente aumentata rispetto all’aliquota base del 4 per mille stabilita dal governo. Analogamente, sarebbe insostenibile per i contribuenti appesantire l’addizionale comunale Irpef quando la manovra ha già previsto un aumento dell’addizionale regionale. Un’ulteriore questione particolarmente delicata dal punto di vista dell’equità sociale è quella delle case affittate. Con la vecchia ICI a Bergamo beneficiavano di un’aliquota agevolata del 4 per mille. Con l’IMU si parte dal 7,6 per mille con le rendite catastali maggiorate del 60 per cento. Il rischio concreto è che questo inasprimento si traduca in tutto o in parte in maggiori affitti richiesti agli inquilini in un momento di forte crisi e di emergenza sfratti. La legge dà al Comune la possibilità di ridurre l’aliquota IMU sugli immobili locati fino al 4 per mille. Noi pensiamo che questa opzione vada percorsa fino in fondo. Andrebbe, viceversa, ulteriormente appesantito il prelievo sulle abitazioni non affittate, su cui dall’anno prossimo i proprietari non pagheranno più l’IRPEF. In generale, fatti due conti, i margini di autonomia impositiva sull’IMU che grava sugli immobili diversi dalle abitazioni principali sono ampi, più che sufficienti per eventuali necessità di bilancio del Comune. Di fronte alle gravi difficoltà di questo momento, non si può ragionare esclusivamente in termini contabili ed è per questa ragione che più volte abbiamo incalzato la Giunta rispetto ai suoi ritardi e alle sue indecisioni. La nostra convinzione è che la politica debba riguadagnare il suo ruolo, trovando un punto di sintesi alto tra le esigenze di bilancio, la coesione sociale e una nuova prospettiva di sviluppo per la nostra città. Elena Carnevali – Per il gruppo consigliare Partito Democratico
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