|
Stato dell’iniziativa. Il gruppo consiliare del Partito democratico ha presentato, nei primi di settembre alla luce dell’incombenza crescente della crisi nazionale, un documento ed un relativo ordine del giorno finalizzato a promuovere e politiche di sviluppo territoriale per la provincia bergamasca. Nella convinzione che l’accezione vera del concetto di sviluppo, per essere un vero privilegio duraturo, non possa sostanziarsi solo nella ricerca immediata del profitto, ma debba contenere la consapevolezza della propria appartenenza ad una comunità, nella sua visione più ampia, lo abbiamo denominato “Agenda 2012 per lo sviluppo e la coesione del territorio bergamasco”. Si tratta di un primo elenco di impegni immediati per il governo di questa Provincia che abbiamo proposto non solo al Consiglio provinciale, ma anche alle forze sociali, economiche, politiche e, più in generale, alle organizzazioni della società civile bergamasca, convinti che sia tempo di muoversi con maggiore efficacia nell’affrontare la crisi economica che tuttora interessa il nostro sistema socio-economico.
Intendiamo, con questa iniziativa, rispondere alle numerose sollecitazioni che le diverse realtà territoriali pongono alle forze politiche, chiedendo che venga messa in campo una “visione di futuro” capace di orientare le scelte degli attori locali. Si tratta di proposte di “carattere aperto”, volte principalmente alla promozione di politiche di sviluppo territoriale che, stante la situazione in atto, non richiedano forti investimenti economici, ma idee che possano avviare trasformazioni capaci tendenzialmente di autofinanziarsi, che siano cioè sostenibili economicamente. Le abbiamo rese note alla comunità bergamasca richiedendo pareri, critiche ed integrazioni. In particolare lo scorso 12 novembre le abbiamo presentate e discusse a Bergamo in un confronto collegiale aperto. Questo documento ne è il primo aggiornamento in quanto tiene conto delle differenti osservazioni, anche critiche, ricevute, e viene ora definitivamente sottoposto alla discussione del Consiglio Provinciale, nella speranza che la politica locale sappia, per una volta, superare le logiche autoreferenziali e discutere liberamente e con efficienza nel merito dei temi trattati. Lo proponiamo al Consiglio fin da subito con l’ulteriore disponibilità ad accogliere anche i suggerimenti e le proposte delle altre componenti politiche della bergamasca, ovviamente se pertinenti al tema, ma con un vincolo che riteniamo ineludibile: il mantenimento, nel dispositivo, di un disposto temporale per il loro approntamento, che ne garantisca l’efficacia operativa. Riteniamo infatti che, mai come oggi, occorra che la comunità bergamasca, e quindi anche la nostra politica, sappia dar conto della propria concretezza e della propria cultura del lavoro. Un’agenda per lo sviluppo e la coesione. Il ruolo della Provincia. La provincia di Bergamo corrisponde chiaramente ad una dimensione territoriale e culturale dotata di un’identità riconoscibile e ad essa compete, anche per la notevole articolazione delle sue comunità locali, un compito importante di coordinamento istituzionale sui temi d’area vasta e di rappresentanza di un territorio di rilevante consistenza economica, demografica, storica e culturale. La particolarità e la gravità della crisi economica in atto pongono chiaramente la necessità sia di individuare nuovi scenari di produzione del valore rispetto agli orientamenti consolidati negli ultimi decenni, sia di saper coadiuvare e qualificare i sistemi economici principali, anche in considerazione della specificità del tessuto produttivo bergamasco e della rilevanza ricoperta dal settore manifatturiero, strategico per lo sviluppo e la qualità del sistema economico, e del settore edilizio, oggi in evidente crisi di prospettiva. In questo quadro riteniamo che proprio l’Istituzione Provincia, oltre agli altri importanti compiti di cui ha competenza, possa giocare il suo importante ruolo di ente intermedio capace di orientare e coordinare il sistema degli attori istituzionali ed economici bergamaschi, fornendo ad essi, anche in un rapporto sussidiario, possibili indirizzi strategici di sviluppo e di collaborazione.
|