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Eco di Bergamo: Riva neosegretario "Si riparte da enti locali e crisi" Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Martedì 15 Dicembre 2009 10:26

 Il neosegretario del Pd Riva: poco credibile per l'età? Misuratemi sui fatti

Molti l'hanno già soprannominato il «sindaco del Triangolo». Gabriele Riva, 29 anni, primo cittadino di Arzago eletto alle primarie di domenica segretario provinciale del Pd per i prossimi quattro anni con oltre il 79% delle preferenze, dopo un giro in Federazione (che è appunto in città in zona Triangolo), si è subito messo in auto (con la rappresentanza bergamasca) per il Forum nazionale degli amministratori locali democratici, a Milano con il leader nazionale Pier Luigi Bersani e regionale Maurizio Martina.


La sua prima uscita nella doppia veste sindaco-segretario. Com'è andata?
«Abbiamo rimesso al centro il tema degli enti locali, stretti nella forbice della Lega che da una parte promette il federalismo fiscale come panacea di tutti i mali e dall'altra continua a chiudere i rubinetti con i tagli contenuti anche nell'ultima Finanziaria».
Il «doppio incarico» sarà un limite o un vantaggio?
«Non avendo orari, sarà impegnativo ma più facile conciliare i due ruoli, tanto più che le esigenze dell'amministratore sono spesso sovrapponibili alla sensibilità più ampia del partito. La distribuzione del tempo sarà comunque equa, tra Comune e partito».
Anche lei della Bassa. Il «baricentro» della provincia si sta spostando a Sud?
«Lo spostamento dell'attenzione sulla Bassa è evidente, al centro dello sviluppo infrastrutturale futuro ma anche della politica, con l'elezione di Pirovano. Ma sento forte anche il peso di tutti gli altri "territori di frontiera", a partire dalle Valli, cui bisogna dare rappresentatività».
È stato indicato come il candidato scelto a Roma più che a Bergamo. Le pesa?
«No, visto che l'ampio consenso ottenuto alle primarie conferma che il mio nome è nato da un confronto trasparente e dal basso, in cui diversi percorsi si sono ritrovati in un progetto unitario. Non è passata l'idea del "pastrocchio" che qualcuno voleva».
C'è chi dice che la sua età la rende poco credibile.
«Anche quando ho intrapreso l'avventura da sindaco (è stato eletto a 27 anni, ndr) è stato avanzato questo dubbio. Ma penso che i giovani vadano misurati per quello che sono e sulla base delle loro capacità, non in quanto giovani».
Che Pd prende in mano?
«Un Pd che ha ancora tanta voglia di partecipazione, nonostante il lungo e talvolta estenuante percorso congressuale. I 6 mila e 600 votanti delle primarie sono andati al di là delle aspettative e superano gli iscritti, che sono 4 mila in provincia. C'è attenzione nei confronti del Pd».
Qual è invece il Pd che vorrebbe?
«Un Pd che sposti l'attenzione dall'interno all'esterno, intercettando i problemi della società bergamasca e dando risposte concrete per una vera alternativa di governo».
Da dove si parte?
«Dalla crisi economica, da affrontare su due livelli. Nel breve periodo costruendo un tavolo per fare pressione sul sistema creditizio, per dare subito i soldi a imprese e lavoratori, anziché chiedere solo parole e firme. Ma il Pd non può sottrarsi alla costruzione di una politica di lungo respiro, per costruire un nuovo modello di sviluppo per la Bergamasca, a partire dal manifatturiero e la sua riconversione».
A Palafrizzoni la sconfitta di Bruni brucia ancora e l'opposizione si sente. In Provincia sembra che ci sia un appiattimento.
«La sconfitta elettorale di un'esperienza importante e originale come quella di Bruni è vero che brucia, quindi fa sì che l'attenzione del Pd sia massima contro l'immobilismo della Giunta Tentorio. In Provincia bisogna ricostruire un lessico politico e tornare vicini al territorio. Chiederò ai consiglieri provinciali di ristabilire subito un contatto con i nostri mondi e i nostri paesi, per colmare una distanza che si è creata».
A tutto vantaggio della Lega. Che rapporto avrete con Lega e Pdl?
«Per carattere mi sento un uomo di dialogo, portato a costruire un confronto sui temi reali, e non a costruire muri pregiudiziali. Resta il fatto che è l'idea leghista a dettare l'agenda politica sul territorio, un'idea basata sull'egoismo e sulla cura del proprio orticello. Un'idea avversa al Pd che deve costruire una proposta alternativa».
Ha detto che non sarà un uomo solo al comando.
«Venerdì s'insedierà l'assemblea provinciale, composta dai 90 eletti alle primarie. Da qui uscirà anche la nuova direzione provinciale, composta da 30 membri».
Avrà un vice?
«A gennaio convocherò la direzione per gli incarichi organizzativi. Anno nuovo, vita nuova».


Be. Ra.

L'Eco di Bergamo

15 dicembre 2009

 

 
 

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